Il rifugio antiaereo del Seminario Arcivescovile di Bologna

Data di svolgimento: 14-08-2015

Luogo: 14 e 15 agosto, ore 15.00, Piazzale Bacchelli 4, Bologna - Seminario Arcivescovile

0000 (2)Da giovedì 13 a sabato 15 agosto si terrà la ormai pluridecennale iniziativa de “Ferragosto a villa Revedin”.

Per l’occasione, in anteprima ed in prima assoluta, verranno aperte al pubblico, per qualche ora, le gallerie del rifugio antiaereo del Seminario Arcivescovile.

Dopo anni di abbandono, i grandi cunicoli tornano alla luce, compresa la particolarissima conserva rivestita interamente di pietra arenaria; conserva che fu modificata per essere inserita nel circuito di protezione antiaerea del manufatto.
Liberati (i lavori sono ancora in corso) da una enorme quantità di materiale edile (legno, ceramica, plastica, ferro) i condotti hanno ripreso vita ed oggi si respira al loro interno la buona aria fresca delle nostre colline.
Tutto ciò è stato possibile grazie al prezioso e forte impegno della Direzione del Seminario Arcivescovile e ai volontari dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna, in primis, tra i tanti, Riccardo Rinieri e Lauro Bonora, che non ringrazieremo mai abbastanza per la dedizione al progetto e per la pregevole quanto rara disponibilità.

Gli orari per visitare le gallerie, a piccoli gruppi e accompagnati da personale dell’Associazione, saranno dalle 15.00 alle 18.00 dei giorni 14 e 15 agosto.

N.d.A: i giorni 14 e 15 saranno una preapertura di qualche ora con rapide incursioni all’interno delle gallerie. Non saranno visite guidate vere e proprie, oltretutto il rifugio sarà visibile parzialmente in quanto stiamo ancora lavorando. Da settembre inizieranno i tour completi, anche nelle parti non ancora fruibili. Resterà fuori dal giro una grotta con alcune incisioni in quanto ancora ricolma di rottami di ogni tipo come legno, plastica, ferro, pietra… chi verrà potrà rendersi conto dei notevoli lavori eseguiti sino ad ora…

Sarà obbligatorio l’uso di scarpe chiuse con suola in gomma (chi non avrà calzature idonee non potrà accedere, no tacchi, no sandali, no ciabatte) e l’utilizzo di torcia elettrica.

Non sarà permesso l’accesso agli animali.

Di seguito, alcune brevi notizie storiche:

Dall’ottobre del 1943 alla primavera del 1945, sotto la spinta del Podestà Mario Agnoli, i lavori di costruzione dei ricoveri pubblici furono notevolmente accelerati. Tra questi, vi era quello riservato al Seminario Arcivescovile attiguo a Villa Revedin, definito “antibomba” per via della sua tipologia costruttiva. Fu realizzato, con molta probabilità, tra il 1939 e il 1942, sulla scia delle numerose normative emesse dallo Stato, inerenti la protezione ai civili durante la Seconda guerra mondiale. Accolse le circa 350 persone che, all’epoca, risiedevano nel complesso di Villa Revedin e dell’attiguo Seminario Arcivescovile, all’interno del quale, dal 1941, era stato allestito l’ospedale militare “Putti” occupando gran parte degli ambienti. Il rifugio era anche a disposizione dei numerosi residenti della zona, i quali, accorrevano in massa ai primi segnali di allarme, emessi all’unisono dalle decine di sirene sparse tra il centro, i viali di circonvallazione e le prime zone suburbane. Quando la guerra finì, i cunicoli divennero magazzini e depositi. Oggi, dopo una lunga pulizia, è possibile ammirare questi spazi ancora perfettamente conservati, i segni dei muri antisoffio, le numerose incisioni lasciate nel periodo bellico sulle pareti delle grotte e respirare la Storia di un periodo importante che non deve essere dimenticato” (notizie tratte dall’archivio Storico del Comune di Bologna, dall’Archivio del Seminario Arcivescovile, dall’Archivio dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna e dalla mostra Memorie sotterranee, a cura di Vito Paticchia e Massimo Brunelli).