Certo l’inverno che stiamo vivendo è sicuramente uno dei più piovosi degli ultimi anni. Lo dicono, oltre che gli studiosi, anche le cronache che quotidianamente riportano casi di straripamenti di fiumi o di crolli di terreno dovuti alle forti e abbondanti precipitazioni. C’è però chi dell’acqua ne ha fatto una risorsa anche culturale. Chi ha saputo sfruttare canali e corsi d’acqua trasformandoli in incantevoli percorsi turistici guidati. E’ quello che fa a Bologna dal 1999 l’ “Associazione Amici delle vie d’acqua“. Basta dotarsi di un paio di buone scarpe, alte, chiuse e antiscivolo e iniziare così la discesa in compagnia di guide esperte e speleologi urbani che svelano i segreti della Bologna che fu città d’acqua e di canali, di mulini e di sostegni. Come molte città italiane e straniere, anche Bologna nacque lungo un fiume, il Reno, portatore di quell’antico e primordiale elemento della natura che è l’acqua.
Da vedere, sopra e sotto la superficie terrestre, vi sono davvero tante cose belle e affascinanti, come il suggestivo scorcio della finestrella di via Piella, che si affaccia sul canale delle Moline. Numerosi sono poi i percorsi sotterranei idraulici, come ad esempio gli acquedotti o il sistema di pompe che porta l’acqua al Nettuno. E tanti interessanti condotti medievali e rifugi che un ruolo fondamentale svolsero per la difesa di molte vite durante la Seconda guerra mondiale.
L’associazione delle vie d’acqua ha per obiettivo la riscoperta e la salvaguardia dei sotterranei della Bologna antica, città progredita e industriosa che con la tecnica dominò le vie d’acqua già dal medioevo trasformandole in serie di canali, con chiuse e chiaviche, e attivando opifici e mulini. Oggi, in un paio d’ore, prenotando e potendo scegliere fra diversi percorsi, è possibile camminare lungo canali, restaurati, consolidati e resi accessibili e sicuri, che potrebbero competere con quelli, ormai mitici, di Parigi o di Amsterdam. Una ricchezza restituita alla città e a tutti coloro che amano scoprire ciò che si nasconde sotto i nostri piedi.
Tra le diverse mete proposte per le visite guidate, a cui si può partecipare con un contributo di pochi euro, ci sono dai Bagni di Mario al corso dell’Aposa, dal sito archeologico della Sala Borsa alla Centrale idroelettrica in largo Caduti del Lavoro. E ancora, l’antica cisterna della Remonda in via Codivilla e il refettorio, il chiostro e il sotterraneo militare presso la chiesa della Santissima Annunziata a Porta San Mamolo. Ma le attività sono in continua espansione e fioriscono continuamente pubblicazioni, seminari, guide e incontri oltre alle collaborazioni con altre realtà dai simili interessi come Musa, l’associazione che si impegna per il recupero di uno dei più antichi, ma trascurato, canali della città, il Savena. Insomma c’è davvero tutto ciò che serve per conoscere quanta ricchezza, benessere e sviluppo ha portato nei secoli l’acqua in questa città, già di per sè piena di tante cose da scoprire, sopra e, in questo caso, anche sotto terra.
Turismo in Italia – il comune di Bologna informa
2 Febbraio 2009

