Articolo di Sara Scheggia.
Un viaggio nelle viscere della storia, attraverso i tunnel e le grotte in cui i bolognesi trovarono riparo dalle bombe della guerra. Partono stasera le visite guidate ai rifugi bellici della città: due appuntamenti con un patrimonio spesso dimenticato, testimone della Bologna che dal sottosuolo si racconta in una versione affascinante ed inedita. Grazie alla collaborazione tra l’ Associazione Amici delle Vie d’ acqua e dei Sotterranei e l’ Ascom, saranno aperti al pubblico i rifugi civili di Palazzo Maccaferri, su via Indipendenza, e del Pincio, sotto al Parco della Montagnola. Un’ iniziativa che sta riscuotendo il tutto esaurito, tanto che si pensa già ad una terza data, in aggiunta alla seconda del 28 luglio. E l’ obiettivo dell’ associazione, oltrea rendere stabili le visite, è arricchirle riaprendo altri spazi, in ragione di una città che nella sua pancia nasconde ben 111 rifugi di guerra. «Sotto la Bologna che conosciamo c’ è un patrimonio unico – spiega Antonio De Capoa, presidente dell’ Associazione Amici delle Vie d’ Acqua – Molti rifugi sono ben conservati: spesso vi si trovano anche cimeli originali, come rasoi da barba o specchi, e si possono visitare in sicurezza». La mappa dei tesori nascosti di Bologna conta più di 80 rifugi pubblici anticrollo, 25 ricoveri in galleria e una dozzina di trincee antischegge. Tantissimi appartengono a privati, che 60 anni fa hanno scavato rifugi per tre o quattro persone, rinforzando le cantine o, per chi viveva nelle torri, assottigliando le mura. «Uno dei ripari più grandi – racconta Massimo Brunelli, vice presidente dell’ associazione – è sotto la Prefettura, in via IV Novembre: era un rifugio privato per circa 400 persone. Oggi, però, non è visitabile». Ancora più grandi, i due bunker sotto la facoltà di Ingegneria, di cui solo uno è accessibile. «Abbiamo chiesto all’ Università di poterlo aprire al pubblico – continua Brunelli – Poteva ospitare 800 persone come quello di Casalecchio, per cui siamo in attesa dell’ ok dal Comune per organizzare altri tour». I rifugi visitabili, dunque, sono ben pochi rispetto a tutti quelli sparsi nella sola Bologna. Oltre a quello di Villa Benni, in via Saragozza, ce n’ è uno privato a Casa Serracchioli, in Piazza della Mercanzia, dove ci sarà un’ escursione il 20 luglio. E poi, i due da ammirare stasera, il 28 luglio e, come terza data ancora in forse, il 26. La visita, da prenotare al numero verde 800856065, dura due ore e costa 10 euro. Il ritrovo è per le 19,45 a Palazzo Maccaferri (via Indipendenza 69, oggi sede dell’ hotelI Portici), dove si vedranno il teatro e il salone delle feste, per proseguire con la discesa alla ghiacciaia, un grande spazio del 1500, rifugio privato nella seconda guerra mondiale. Infine, si arriverà al garage del Pincio, usato come magazzino per il grano, secoli fa, e come bunker antiaereo durante i bombardamenti.
Per saperne di più: La Repubblica
Da Repubblica.it

