Articolo di Cristina Favento.
Un’associazione no profit organizza escursioni che propongono di esplorare acquedotti e canali.
Lo sapevate che fino al 1947 si poteva navigare da Bologna a Venezia? Sembra fantascienza e invece è storia: sotto chilometri di portici bolognesi si cela un passato acquatico. Secondo alcuni documenti dell’epoca, trecento anni fa transitavano nel principale porto cittadino oltre duemila e cinquecento imbarcazioni di vario tipo. I canali di Reno e del Savena si facevano largo tra i palazzi, i ponti, i lavatoi e le numerose ruote che azionavano i meccanismi di mulini, cartiere e seterie. C’era un’unica via navigabile, il canale Navile, che permetteva il trasporto di merci e persone fino alla Serenissima, e quindi all’Adriatico, passando per Ferrara. Di questo retaggio nautico, testimoniato anche dalla toponomastica cittadina (da via del Porto a Riva di Reno), oggi rimane un intricato e affascinante dedalo di cunicoli, gallerie e ambienti sommersi che si possono visitare grazie agli itinerari organizzati dall’Associazione culturale no profit “Amici delle vie d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna”.
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