I segreti di Bologna

2014-03-17-2 copiaDa Viaggio in Italia.

Articolo di Gilda Ciaruffoli.

Antiche vie d’acqua e rifugi bellici scavano gallerie come fossero una ragnatela nel ventre della città turrita. Oltre alle note bellezze architettoniche, qualche metro sotto terra, scorre una città diversa. C’era una volta un uomo valoroso. Si chiamava Fero e arrivava dall’Oriente con la moglie Aposa. Si insediò per primo lungo un torrente nel quale, tempo dopo, la sua compagna bagnandosi venne travolta da una piena e morì. La triste vicenda l’ha tramandata per noi Plinio il Vecchio, ma ancora oggi è possibile percorrere le sponde del torrente che, in memoria di quel tragico amore, porta da secoli il nome di Aposa. Siamo nel cuore di Bologna. Chiunque l’abbia visitata almeno una volta però sa bene che il suo centro non è attraversato da alcun fiume. Per seguirne il corso è necessario scendere sotto terra. Più precisamente, calarsi in un passaggio “segreto” in Piazza Minghetti, punto d’accesso al condotto sotterraneo dell’unico corso d’acqua naturale di Bologna, lungo circa 7500 metri. Scendendo pochi incerti gradini ci si inoltra in un cammino quasi in penombra, spesso a filo d’acqua, con la città che si muove proprio sopra le nostre teste. In pochi minuti si arriva sotto le Due Torri: emozionante scoprire che questi colossi e tutto il traffico che attorno a loro si snoda, si reggono sullo scheletro di un antico ponte romano, le cui tracce sono ancora ben visibili. Un’avventura questa nella quale, per ovvi motivi di sicurezza, non è possibile lanciarsi da soli. Necessaria infatti è la guida dei volontari dell’Associazione culturale Amici delle vie d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna, grazie ai quali si scopre una città molto diversa da quella che crediamo di conoscere: una città d’acqua, disegnata un tempo da una rete di canali oggi perlopiù coperti, che si facevano largo tra i palazzi a cielo aperto, con porti, ponti e ruote di mulini, cartiere, tintorie.