Conosco un posticino… il video.

E’ lo sguardo stupito del visitatore ignaro che si affaccia al suggestivo scorcio di Via Piella (piccolo pertugio sul canale delle Moline), che ci introduce all’argomento della Bologna sotterranea. Bolognail sottosuolo e.. l’acqua. Un legame non sempre conosciuto. Indubbiamente non è facile immaginare Bologna come una città ricca di canali, in cui navigavano imbarcazioni e marinai d’acqua dolce . E’ difficile  ancor più se si osserva l’attuale manto stradale e l’urbanistica. Eppure Bologna, alle sue radici, è proprio una città d’acqua. L’unica traccia evidente di questo suo passato, sono i nomi di alcune strade (via del Porto, Val D’Aposa) e alcuni passaggi in superficie. L’acqua però non è sparita, è solo nascosta sotto terra. Nasce così una Bologna in superficie, ricca di piazze e palazzi ed architetture, ma c’è anche una Bologna “Underground” fatta di cunicoli e gallerie che formano un’intricata ragnatela agli occhi sconosciuta. Parte predominante di questa ragnatela sono i canali d’acqua ormai quasi tutti interrati, così come l’unico corso d’acqua naturale, il torrente Aposa, che scorre sotto le vie del centro storico.Il torrente, in passato chiamato anche Avesa,  è l’unico corso d’acqua naturale che attraversa Bologna. Nasce sulle colline tra Paderno e Roncrio e corre lungo via San Mamolo.