Bologna come Venezia? La proposta naviga in acque alte

ebcr1Dal Blog di La Stefani.

Articolo di Enrico Bandini.

È difficile dire, di questi tempi, se i progetti messi in cantiere dalla giunta Delbono verranno realizzati. Certo la proposta di riapertura del canale di Reno, nei pressi della piazzetta della Pioggia, ha suscitato reazioni contrastanti. Il breve tratto che si vorrebbe scoprire va dal numero 79 di via Riva di Reno, dove si trova il ristorante “Re Enzo”, fino al palazzo Gnudi, di proprietà della Asp Giovanni XXIII. Il canale di Reno, in quel punto, risale al 1367 e il palazzo Gnudi gli è stato costruito sopra nella prima metà del ’500.

Il costo dei lavori ammonterebbe a più di 400.000 euro.

La giunta ha iniziato a lavorare al progetto nel novembre scorso, quando non si immaginava ancora che uno scandalo avrebbe costretto il sindaco alle dimissioni. Al momento la riapertura del canale non è molto di più di una proposta entusiasmante per quei bolognesi che vorrebbero restituire alla città la sua secolare storia di acque.

Non si sa al momento se altri tratti del canale di Reno verranno aperti in un futuro prossimo, ma intanto è possibile andare sottoterra e vedere di persona una parte della Bologna storica, ancora sconosciuta ai più. La gestione delle vie d’acqua è stata per diversi anni appannaggio dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna.

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