Alla scoperta delle meraviglie di Bentivoglio (con brivido finale…)

Da Repubblica.it

Articolo di Giulia Echites.

L’associazione Amici delle acque organizza una visita guidata al Castello, al Palazzo Rosso e al Mulino (che col biglietto si contribuisce a restaurare). E qui un gruppo di ricerca di Imola avrebbe scoperto dei fenomeni paranormali.

Mettiamola così: voi avrete la possibilità di esplorare gli edifici più belli di Bentivoglio (il Castello, Palazzo Rosso e il Mulino) e fare la conoscenza dei Pizzardi, la famiglia che dall’ Ottocento ha operato per la crescita economica del Paese e perché la bellezza di quei luoghi arrivasse fino a noi (la storia di Carlo Alberto poi, l’ultimo della famiglia, sarebbe materiale da sceneggiatura a sé). In cambio, con i 14 euro che pagherete per il biglietto per questa escursione, darete il vostro contributo alla manutenzione del Mulino e di tutti i suoi macchinari.

L’Associazione Amici delle acque – Bologna sotterranea organizza, per sabato 28 novembre dalle 9, una visita guidata al trittico di edifici: il Mulino, che sorge su quella che era un’isoletta abbracciata dai due rami del torrente Navile, il Castello, di proprietà prima della famiglia Bentivoglio, poi dei Pizzardi, appunto, che hanno riportato la struttura alla sua antica bellezza. Certo, non loro direttamente ma facendo intervenire l’”ingegnere” che, da lì a pochi anni, sarebbe diventato l’autore dei restauri dei Palazzi  più importanti di Bologna: Alfonso Rubbiani. E il Palazzo Rosso che con le sue sale dalle pareti affrescate e l’arredamento originale nelle camere da letto, fornisce l’occasione per una immersione totale nella vita del diciannovesimo secolo. Oggi il Palazzo, di proprietà del Comune di Bentivoglio, è sede della biblioteca e della sala del consiglio comunale. Carlo Alberto Pizzardi, infatti, non avendo eredi, decise di spogliarsi di ogni bene e di cedere tutto agli ospedali riuniti (indovinate a chi è intitolato quello che oggi conosciamo come Ospedale Maggiore a Bologna? Sì, proprio a lui: Carlo Alberto Pizzardi). Morì poverissimo e il suo cadavere fu gettato in una fossa comune.

Ma in vista dell’escursione in programma per sabato 28, una riflessione particolare merita il Mulino di Bentivoglio: l’anno scorso, dopo cinquant’anni, l’edificio è stato riaperto al pubblico. Ciò è stato possibile grazie all’intervento di volontari dell’associazione Bologna sotterranea che hanno risistemato le condizioni del Mulino rendendolo nuovamente accessibile. Al punto che, oggi, quello di Bentivoglio è uno dei rari esempi di impianto molitorio che ha conservato intatti tutti i suoi macchinari. Tremilacinquecento metri quadri di spazio, disposti su quattro piani: uno scorcio dell’Emilia preindustriale che necessita del sostegno di tutti per poter continuare a raccontare la proprio storia.

A questo punto, però, avvisarvi è d’obbligo. Durante la visita al Mulino potreste imbattervi, al primo piano, in strane presenze. Un gruppo di ricerca di Imola, che si occupa di fenomeni paranormali, avrebbe intercettato i passi e la voce di una figura femminile e l’ombra di una figura maschile. Tutte storie? Solo fantasie? Probabile…nel caso, però, noi ve lo avevamo detto.