Alla scoperta della Bologna sotterranea

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Da Travel Emilia Romagna.

Articolo di Ivan Riccardi.

(con alcune imprecisioni N.d.A.)

E’ lo sguardo stupito del visitatore ignaro che si affaccia al suggestivo scorcio di Via Piella (piccolo pertugio sul canale delle Moline), che ci introduce all’argomento della settimana: la Bologna sotterranea.

Bologna, il sottosuolo e.. l’acqua. Un legame non sempre conosciuto. Indubbiamente non è facile immaginare Bologna come una città ricca di canali, in cui navigavano imbarcazioni e marinai d’acqua dolce . E’ difficile  ancor più se si osserva l’attuale manto stradale e l’urbanistica. Eppure Bologna, alle sue radici, è proprio una città d’acqua. L’unica traccia evidente di questo suo passato, sono i nomi di alcune strade (via del Porto, Val D’Aposa) e alcuni passaggi in superficie. L’acqua però non è sparita, è solo nascosta sotto terra. Nasce così una Bologna in superficie, ricca di piazze e palazzi ed architetture, ma c’è anche una Bologna “Underground” fatta di cunicoli e gallerie che formano un’intricata ragnatela agli occhi sconosciuta. Parte predominante di questa ragnatela sono i canali d’acqua ormai quasi tutti interrati, così come l’unico corso d’acqua naturale, il torrente Aposa, che scorre sotto le vie del centro storico.Il torrente, in passato chiamato anche Avesa,  è l’unico corso d’acqua naturale che attraversa Bologna. Nasce sulle colline tra Paderno e Roncrio e corre lungo via San Mamolo. Il fiume disegna il suo tragitto nel cuore di Bologna, toccando via San Domenico, via de’ Poeti, Piazza Minghetti, via Rizzoli e via dell’Inferno, nell’antico ghetto ebraico. Da piazza San Martino, il torrente prosegue oltre via delle Moline, dietro le caratteristiche case di via Capo di Lucca. Il torrente é stato ricoperto dal manto stradale verso la fine dell’Ottocento e corre dentro un ampio cunicolo. Per accedervi, sono state costruite due scale metalliche:  in piazza Minghetti e in piazza San Martino. Ma la Bologna sotterranea non è solo un reticolo di canali sotterranei: ci sono i  rifugi antiaereo. I rifugi furono realizzati fra la fine del 1942 e gli inizi del 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale, quando era impellente la necessità di un ricovero sicuro. E così si cercarono i siti che si reputavano più opportuni, basandosi anche sul criterio della rapidità di realizzazione ed allestimento. I rifugi continuano ad esistere in una Bologna nota a pochi. Tra i più importanti ricordiamo il rifugio del Pincio, il Rifugio Antiaereo di Villa Spada e l’ultimo rifugio del Guasto. Da non perdere nemmeno le visite guidate agli scavi della Sala Borsa :è possibile, infatti, percorrere il sentiero sotterraneo che si snoda sotto il grande pavimento di cristallo, e quindi ammirare gli antichi scavi rinvenuti nel corso degli interventi di ristrutturazione.