Località Arco Guidi

Arco Guidi ridottoIN BREVE, ma per maggior approfondimento, l’archivio storico di Bologna Sotterranea ® / Amici delle acque è a disposizione.

Fuori porta S. Isaia – Arco Guidi, così fino ai primi del Novecento veniva indirizzata la corrispondenza postale a chi abitava nei pressi del manufatto perduto.

Così pure si diceva: abita all’Arco Guidi.

Una località del suburbio di Bologna aveva preso il nome spontaneamente, per iniziativa popolare, dall’arco che, inserito nel portico del Meloncello porta alla Certosa, attraversava via S. Isaia (ora Andrea Costa). Senza netta delimitazione, la suddetta località si estendeva, verso la città fino a quella chiamata Crocetta e verso le colline giungeva a quella più nota del Meloncello. Verso la pianura al canale di Reno e alla Certosa.
Con la demolizione dell’arco, piano piano si perse anche la vecchia denominazione della zona (definitivamente dopo la II GM).
L’Arco Guidi fu condannato a morte dall’aumento del traffico stradale, soprattutto a seguito della costruzione del vicino Stadio (allora Littoriale), inaugurato nel 1927. Prima furono demoliti alcuni archi di portico dal lato della Certosa, per permettere il prolungamento della linea tramviaria a doppio binario; più avanti, nel 1934, ci fu l’atterramento totale, per favorire l’afflusso allo Stadio dei tifosi del “Grande Bologna”.
Il manufatto non aveva un valore architettonico rilevante ma piaceva agli abitanti della zona che, con mesta tristezza, lo videro cadere sotto i colpi del piccone demolitore.
Sulla costruzione del portico dal Meloncello alla Certosa, che comprendeva anche l’Arco Guidi, una fonte importante è l’anonima Descrizione Storica del Braccio di Portico che dal Meloncello conduce al Cimitero Comunale, inserita nell’Almanacco statistico Bolognese per l’anno 1835.

Da questa descrizione si riporta la cronologia temporale:
· 1811. Progetto dell’Ing. Gasparini, pienamente approvato dal Governo superiore, e datovi cominciamento.
· 1818. Erezione dell’Arco (Guidi, dal nome del Notaio Antonio, fiduciario del facoltoso Sig. Andrea Pesci, deceduto nello stesso anno, che per sue disposizioni lasciò una cospicua somma appositamente destinata ai lavori. Oggi nessuno lo ricorda) sopra la strada di S. Isaia.
· 1828. Testamento del Valeriani per cui subitamente si ricomincia la fabbrica da qualche tempo fermata.
· 1831. Erezione del grand’arco d’ingresso allo stradone vicino all’arco del Meoloncello.
· 1833. Erezione dell’arco sopra il canale di Reno, ed aprimento dello stradone che ora unisce la via di Saragozza a quella detta della Certosa.
· 1834. 2 aprile. Innalzamento dell’intercolonnio coperto sopra il canale, ed unione immediata del Portico alle mura e quindi agli interni portici del Cimitero.

Già dal 1820 si possono trovare incisioni e disegni del manufatto perduto nelle varie “Guide del forestiere per la città di Bologna e suoi sobborghi“, così come medaglie di bronzo a ricordo dell’avvenimento (una fu sotterrata all’inizio della costruzione del portico come segno beneaugurale), poesie e altri scritti.

Nel 1976 si dette il nome “Arco Guidi” alla scuola materna inaugurata in quell’anno ricavata dalla casa colonica del Podere Zangheri, già ristrutturata secondo un antico progetto di edificio agricolo di Carlo Francesco Dotti, nei primi del Settecento. La scuola esiste ancora in piazza della Pace.

Esiste un’accurata descrizione dell’Arco, del portico e di tutta la zona circostante (caseggiati e altre costruzioni compresi, ma non più esistenti) dal 1334 sino al 1979 (dopo questa data non vi furono cambiamenti rilevanti).

La foto allegata è tratta dal volume “Località Arco Guidi”, a cura di Antonio Brighetti, Aulo Gaggi Editore, 1981.

Descrizione dell’immagine: “Sono già stati demoliti i primi archi di portico verso la Certosa, per permettere il prolungamento della linea ferroviaria”.