Le Lapidette Idrante

L’argomento è di quelli sconosciuti e magari, per qualcuno, anche di poco conto, ma rientra comunque nella storia idraulica della nostra città.

Si tratta di una serie numerosissima (diverse centinaia) di particolari marmorei che sono sparsi un po’ dovunque, sia in centro, sia nel suburbio, sia nella prima periferia.

La loro superficie piana riporta inciso un numero progressivo e le varie distanze dal punto in oggetto sino alla sezione di presa derivata da una conduttura situata qualche centimetro sotto il livello stradale. Le incisioni potevano essere di colore neutro o smaltato nero, rosso oppure blu a seconda della portata di pressione.

La numerazione più alta ritrovata sino ad ora è la 571.

Di questi caratteristici manufatti 178 sono stati mappati (il sistema computistico crescente è mancante oppure in alcune situazioni doppio o addirittura triplo come nel caso della numero 51) e non esiste, al momento, un elenco ufficiale.

Questi simpatici oggettini fanno parte di una delle tante curiosità  che la nostra Bella Bologna ancora custodisce.

Sappiamo per certo che furono inserite nel tessuto urbano non tutte contemporaneamente, ma poco per volta, a piccoli gruppi, posteriormente al 1884, anno in cui un furioso incendio sconvolse una parte del centro storico.

Durante la Seconda Guerra Mondiale accanto ad alcune di queste “tavolette” vennero dipinte, con la Membranite (materiale legante bituminoso; vedere i vari libri editi da Bologna sotterranea), le “Segnalazioni distintive” (le già conosciute “I” di IDRANTE)  onde identificare l’attacco meccanico per l’acqua e l’inserimento della manichetta usata sia dai Vigili del Fuoco sia dai Volontari dell’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) durante e soprattutto dopo i bombardamenti aerei alleati.

Sarà nostra premura, appena avremo più precisi dettagli, fornire nuove notizie.

Ringrazio gli amici Gerardo Cacciari e Silvia Bortolotti, assieme ai quali stiamo portando avanti in sinergia questa ricerca, setacciando ogni angolo della città e consultando materiali d’epoca.

Un plauso particolare è rivolto a tutto lo staff dell’Archivio Storico del Comune di Bologna (ASC) che, come sempre, con molta professionalità e pazienza, mette a disposizione il proprio materiale ogni qualvolta ci si presenti con nuove richieste… spesso inedite, il che implica di dover scandagliare a fondo numerosi faldoni.

A seguire una breve galleria fotografica di alcune Tavolette (dette anche marmette) sparpagliate sia in centro città, sia fuori porta.