La Torre dell’acquedotto e il Castello di Formigine

Torre dell’Acquedotto e Parco delle Tre Fontane

Il complesso formato dalla Torre piezometrica dell’Acquedotto, dal pozzo e dallo stabile per la sala delle pompe e il montacarichi costituì per Formigine la prima risposta moderna all’annoso problema dell’approvvigionamento idrico. La costruzione fu deliberata nel 1931; il pozzo e il locale delle pompe furono terminati nel 1933, poi fu la volta del serbatoio pensile. Il progetto della Torre – alta 36 metri, a pianta quadrangolare, composta da sei livelli fuori terra, di cui cinque collegati da una scenografica scala elicoidale opera dell’ingegnere Remigio Casolari, risale al 1933. L’inaugurazione ebbe luogo il 28 ottobre 1936. Il carattere monumentale del complesso è sottolineato anche dalla presenza delle fontane zampillanti – la grande vasca principale e le due file di fontane e dal giardino circostante, che conserva la recinzione originale. Dopo i bombardamenti del 1945, la Torre fu destinata ad abitazione provvisoria per i custodi, sino agli anni ’90. Il complesso è stato riaperto al pubblico il 28 settembre 2024, al termine di lavori di restauro, finanziati per un milione di euro da fondi PNRR.

Remigio Casolari (1894-1968), laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna, di solida cultura razionalista, nel dopoguerra elaborò il piano regolatore di Formigine (1950). Oltre al complesso dell’Acquedotto, progettò il campanile della chiesa parrocchiale di Casinalbo e le scuole elementari di Formigine. Si occupò dei restauri prebellici e postbellici del Castello, trasformato in sede municipale (1949). Operò anche a Modena, realizzando progetti prestigiosi quali l’ampliamento del Palazzo dell’Università e il progetto del Campus universitario.

La storia di Formigine si lega indissolubilmente a quella del suo castello. Edificato dal Comune di Modena nel 1201 a seguito di una sconfitta da parte delle truppe del rivale Comune di Reggio Emilia, sorse nei pressi di un antico villaggio. I dati emersi dalla campagna di scavo diretta dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, permettono di retrodatare l’abitato intorno al X secolo, collegandolo alla presenza di una chiesa dedicata a S. Bartolomeo e al cimitero circostante.
Con l’avvento degli Adelardi e del capitano della guardia Azzo da Castello, le strutture difensive duecentesche furono trasformate. Nel 1405 Nicolò III d’Este investì Marco I Pio di numerosi possedimenti nella zona pedecollinare modenese, tra cui Formigine, come testimoniano i cinquantasette affreschi nella Sala delle Vedute del vicino Castello di Spezzano. Proprio durante il dominio dei Pio, la rocca assunse l’attuale struttura: accanto alla fortificazione medievale, detta rocchetta, venne costruito il palazzo marchionale, dimora dei Signori di Carpi, e la torre dell’orologio, sede pubblica del governo. La popolazione fu trasferita progressivamente all’esterno delle mura e la chiesa divenne cappella signorile.
Nel 1599 la morte senza eredi di Marco III Pio determinò il passaggio di Formigine agli Estensi, che lo detennero fino al 1648, quando fu ceduto al marchese Mario Calcagnini, funzionario ducale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Formigine e il suo castello furono duramente colpiti dai bombardamenti aerei sotto la torre principale fu ricavato un rifugio antiaereo, che non resse agli ordigni). Nell’immediato dopoguerra, l’Amministrazione comunale acquisì l’intero complesso per recuperarlo e adattarlo a residenza municipale, ma dopo circa cinquant’anni le sue condizioni non erano ottimali. Gli uffici comunali vennero così trasferiti per permettere un importante restauro, che ha reso l’intero complesso aperto a tutti coloro i quali desiderino visitarlo. Il Castello ospita anche il Museo archeologico-multimediale che racconta le vicende storiche attraverso le installazioni multimediali di Studio Azzurro, noto centro di ricerca artistica milanese.
Il parco, elemento di forte aggregazione per la possibilità di ospitare eventi, è un’oasi in pieno centro storico.

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