I tombini di ghisa

Dopo i “Tombini della neve”, ecco un altro argomento che ha a che fare con le particolarità di Bologna.

Pure questi sono oggetti a cui non ci si fa proprio caso, che si calpestano ripetutamente e sbadatamente, ma che rispecchiano l’attività industriale di fonderia del capoluogo emiliano e provincia (molte sono le fabbriche scomparse che realizzarono questi prodotti), ma non solo: diversi esempi provengono anche da fuori Emilia.

Sono i “Tombini di ghisa”.

Al momento abbiamo fotografato e censito 90 elementi diversi. Un paio di immagini spiegano di cosa si tratta.

La voglia dell’Associazione Bologna sotterranea / Amici delle acque, di far conoscere sempre argomentazioni affascinanti e simpatiche non termina mai.

Precisazione da parte del Dott. Gerardo Cacciari: tecnicamente il tombino è lo spazio che c’è sotto, mentre il coperchio si chiama chiusino. In effetti la tomba (da cui deriva la parola) è lo spazio in cui si mette la bara, non il coperchio sopra. Poi c’è anche chi dice che il termine più corretto per lo spazio sotto il chiusino sarebbe pozzetto, mentre il tombino vero e proprio sarebbe un’opera specifica per la tombatura (appunto) di fiumi, canali e affini.